Le parole perdute, le parole da ritrovare
Soliloquio di sillabe«In queste pagine la parola torna ad essere ciò che è nella sua origine più pura: una sillaba cercata, custodita, sofferta; un seme fragile che trattiene in sé un mondo intero». Fr. Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa
C’è un dolore che non si può spiegare, se non attraverso il re- spiro spezzato della poesia.
In questo soliloquio di sillabe, Bartolomeo Pirone ci consegna il cuore di un uomo che ha fatto della Terra Santa la dimora della propria anima. Docente e ricercatore che ancora oggi frequenta Gerusalemme, non può restare impassibile di fronte alle ferite di una terra che ama profondamente e che vede oggi annichilita.
Attraverso questi versi, la parola si fa eco delle tragedie contemporanee, trasformandosi in un atto di resistenza contro la violenza inarrestabile. La sofferenza per le vittime e l’orrore per il «ghigno delle armi» si riflettono in una scrittura che cede sotto il peso dell’ingiustizia, registrando con strazio il paesaggio uma- no devastato. È il lamento di chi vede «perdere terra e nome», sentendo prosciugare la fiducia nel futuro tra le macerie di una guerra infinita.
Eppure, proprio dove il buio sembra farsi più intenso, il poeta continua a cercare un linguaggio per l’indicibile. È un invito a non rassegnarsi, a ritrovare nelle sillabe perdute la forza di un’umanità che si ostina a sperare in un’alba nuova, dove il sole torni finalmente a splendere sulla terra più amata e martoriata del mondo.
Lingua: Italiano
Numero pagine: 140
Formato: Libro cartaceo
Anno di pubblicazione: 2026
ISBN: 9791254714874
Editore: TS Edizioni
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